
Wisky meticcio intelligente
Sono cresciuta con un innato amore per i cani, per tutti i cani indistintamente, ed ho amato con tutto il mio cuore un dispettosissimo quanto sorprendentemente intelligente, coraggioso e acuto meticcio di nome Wisky nato da una cocherina e da un vagabondo di passaggio …
Wisky ha vissuto con noi ben 19 anni, partecipando alla nostra vita quotidiana con una determinazione ed un protagonismo che addirittura portava a chiedergli consiglio in alcuni frangenti perché lui, incredibile a dirsi, sapeva dare risposte sensate ai nostri dubbi ed alle nostre richieste!
Quando è scomparso lo ha fatto allontanandosi da casa e non facendo più trovare il suo corpo lasciandoci solo il ricordo di un comportamento dignitoso e fiero fino alla fine dei suoi giorni.
Racconto tutto ciò perché odio i comportamenti stereotipati di chi si sente superiore agli altri in quanto difende una posizione in questa annosa disputa tra cinofili per stabilire se siano meglio i cani di razza o i cani non di razza!
Ho un blog dedicato ad una razza di molossoidi particolare: l’alano ed è evidente la mia passione per il carattere e la struttura fisica di questi che considero cani meravigliosi.
Dato il mio amore per ogni tipo di cane credo di potermi inserire nella disputa con una opinione abbastanza distaccata da consentirmi un sereno giudizio, quanto meno più sereno di coloro che partono da preconcetti per non giungere ad altro che alla difesa incondizionata di questi!
Parlo di preconcetti perché mi sono accorta, ormai da molto tempo, che nel mondo dei cinofili esiste una netta separazione almeno tra due “tipologie” di persone rappresentate ai due estremi dalle seguenti categorie:
- i volontari dei canili
- gli allevatori di razze specifiche
Ognuna delle due categorie è sempre pronta a sputare sentenze ed infamare l’altra con motivazioni che, a me amante dei cani in ogni loro forma, sembrano prive di senso logico e soprattutto prive di amore.
La motivazione principale che fa scagliare i volontari contro gli allevatori e contro tutte le razze considerate “create” dall’uomo, è la seguente:
“Gli allevatori speculano sulla riproduzione di cani creati dall’uomo in laboratorio per diletto o per lucro”
Mentre la frase ricorrente degli allevatori usata in loro difesa è
“Se non si permettesse ai cani di accoppiarsi casualmente ed esistessero solo gli allevamenti ufficiali riconosciuti dall’ENCI non esisterebbero randagi e avremmo cani maggiormente controllati e selezionati rispetto alle loro caratteristiche”
Mi permetto di raccogliere qui una serie di dati scientifici in base alle differenze individuali delle varie razze canine:
- Le diverse razze in ogni specie animale sono dovute ad una “selezione naturale” tesa a migliorare il fisico per adattarli alle condizioni naturali in cui è inserito
- Le differenze individuali sono casuali e provengono dalla diversa espressione del patrimonio genetico
- Esistono dei comportamenti specie-specifici ereditari ed esistono nello stesso modo dei comportamenti e delle capacità individuali che vengono tramandate geneticamente dai genitori ai figli
Tutto ciò mi fa riflettere su un fatto fondamentale che non viene molto preso in considerazione forse perché non troppo conosciuto: esistono alcune razze per così dire “create in laboratorio” ma la maggior parte delle razze canine è frutto di un accoppiamento selettivo svolto in migliaia se non centinaia di migliaia di anni!!!
I nostri antenati e gli antenati dei nostri cani vivono insieme dalla preistoria e dalla preistoria l’uomo e il cane condividono lo stesso ambiente ed in questo cercano di sopravvivere. E’ evidente che l’unione tra uomo e cane inizialmente si è strutturata sul bisogno di ambedue. L’uomo aveva bisogno del cane per la caccia e per la protezione, il cane aveva bisogno dell’uomo per i medesimi motivi!
I cacciatori che si trovavano nelle foreste pluviali o ai margini del deserto avevano certamente bisogno di cani con caratteristiche diverse dai cacciatori che si trovavano nelle zone polari ed è dunque per questo motivo che le razze canine si sono evolute in maniera diversa, come tra l’altro hanno fatto le razze umane: Gli asiatici sono diversi dagli europei e dagli africani e anche all’interno di una stessa grande categoria troveremo differenze razziali, tra gli europei per esempio gli italiani sono diversi dai tedeschi o dagli inglesi…. e tra gli stessi italiani troveremo delle differenze sostanziali tra le popolazioni del nord e del sud… A nessuno è mai saltato in mente di dire che “la razza cinese” è stata creata in laboratorio, nè tanto meno che la razza europea non ha diritto di esistere… o meglio a qualcuno è saltato in mente e periodicamente torna ad essere espressa questa odiosissima idea, ma quando si tratta di uomini siamo tutti concordi nel riconoscerla come “RAZZISMO” quando si tratta di cani invece un po’ meno!
Perché mai gli allevatori e gli amanti di una particolare razza dovrebbero essere considerati soltanto degli snob interessati solo alla bellezza esteriore dei cani e non invece dei difensori delle diverse espressioni genetiche che danno luogo a cani con caratteistiche specifiche?
Se guardiamo all’etologia ci accorgeremo che nelle diverse razze canine vengono espressi comportamenti specifici diversi da razza a razza dovuti alle caratteristiche fisiche e psicologiche di quella specifica razza.
Anche nel regno vegetale c’è chi difende una speciale varietà di pianta, per esempio le mele cotogne sono diverse dalle renette che a loro volta sono divese dalle mele golden e spesso oggi si sente parlare di “difesa delle diverse varietà” legate al territorio e alla coltura locali… ma i coltivatori di tali varietà godono del rispetto e del sostegno dell’opinione pubblica come difensori delle coltivazioni biologiche e delle varietà a rischio di estinzione!
Perché se lo stesso atteggiamento compare nella difesa e nella preservazione di una razza canina non si dovrebbe rispettare l’allevatore con la stessa motivazione?
Per quanto riguarda l’atteggiamento degli allevatori intransigenti mi limito a dire che ogni cane dovrebbe avere la possibilità di essere accolto e amato dalla famiglia di cui fa parte, sia che si tratti di un meticcio che di un cane di razza.
Se rispetto si deve a chi si impegna per mantenere le caratteristiche di una razza particolare lo stesso rispetto si deve anche a chi difende l’opinione per cui la selezione naturale si avvale di accoppiamenti casuali e dunque i meticci sono legittimamente parte della specie canina!
Vorrei


Oggi voglio presentarvi Duque, un incrocio di alano come molti suoi compagni di sventura abbandonato in un canile probabilmente per aver raggiunto una mole che non andava più d’accordo con le esigenze e le capacità di gestione della famiglia che lo aveva adottato!




