Attenzione al caldo amici miei!

Io porto le mie due cagnolone ogni estate in vacanza con me e vi assicuro che sono abbastanza calme e ubbidienti, ma devo dire che il gran caldo che soffrono sulla spiaggia può far male ai nostri amici a quattro zampe, dunque sempre sotto un ombrellone e con una buona riserva d’acqua se vogliamo scongiurare ogni rischio!

alani sotto l'ombrellone

E’ di ieri la notizia che l’alano di un turista tedesco ha morso ad un militare della Guardia Costiera a Orbetello.

Per fortuna non è successo nulla di grave, il militare se l’è cavata con qualche graffio grazie all’intervento del proprietario del cane, ma per il proprietario sono scattate le sanzioni amministrative previste dalla legge regionale “per aver condotto il cane senza guinzaglio in na spiaggia non destinata agli animali”

Noi proprietari di alani sappiamo bene quanto sia difficile far accetta

re i nostri amici in spiaggia e certo questo episodio non ci voleva proprio a mettere in cattiva luce il c

arattere dei nostri bestioni!

Gli alani, lo sappiamo bene sono cani dolci e gentili, di solito tranquilli e molto equilibrati ma, in situazioni di stress o di stanchezza può succedere di tutto, anche che il cane riconosca come “aggressore” un uomo in divisa su una spiaggia. Anzi direi che questa è la regola!

Un uomo completamente vestito in un ambiente dove sono tutti nudi cost

ituisce un elemento di discontinuità per il cane e dunque un potenziale pericolo!

E’ molto importante quando siamo in ambienti nuovi e diversi da

l consueto per il nostro alano avere continuamente qualcuno di famiglia accanto. Nei casi in cui non si p

uò ri

manere vicino al cane questo dovrà assolutamente essere legato anche se è l’alano più docile e dolce del mondo è sempre un grosso cane che soltanto correndo può spaventare e far cadere qualcuno costituendo dunque un pericolo!

Il fatto che amiamo i nostri cani non vuol dire che chiunque i

ncontriamo li ami altrettanto e, se vogliamo che siano accettati dobbiamo dimostrare proprio a chi non li ama e ne ha paura che non sono un pericolo perchè li sappiamo gestire!



wisky1

Wisky meticcio intelligente

Sono cresciuta con un innato amore per i cani, per tutti i cani indistintamente,  ed ho amato con tutto il mio cuore un dispettosissimo quanto sorprendentemente intelligente, coraggioso e acuto meticcio di nome Wisky nato da una cocherina e da un vagabondo di passaggio …

Wisky ha vissuto con noi ben 19 anni, partecipando alla nostra vita quotidiana con una determinazione ed un protagonismo  che  addirittura portava a chiedergli consiglio in alcuni frangenti perché lui, incredibile a dirsi, sapeva dare risposte sensate ai nostri dubbi ed alle  nostre richieste!

Quando è scomparso lo ha fatto allontanandosi da casa e non facendo più trovare il suo corpo lasciandoci solo il ricordo di un comportamento dignitoso e fiero fino alla fine dei suoi giorni.

Racconto tutto ciò perché odio i comportamenti stereotipati di chi si sente superiore agli altri in quanto difende una posizione in questa annosa disputa tra cinofili per stabilire se siano meglio i cani di razza o i cani non di razza!

Ho un blog dedicato ad una razza di molossoidi particolare: l’alano ed è evidente la mia passione per il carattere e la struttura fisica di questi che considero cani meravigliosi.

Dato il mio amore per ogni tipo di cane credo di potermi inserire nella disputa con una opinione abbastanza distaccata da consentirmi un sereno giudizio, quanto meno più sereno di coloro che partono da preconcetti per non giungere ad altro che alla difesa incondizionata di questi!

Parlo di preconcetti perché mi sono accorta, ormai da molto tempo, che nel mondo dei cinofili esiste una netta separazione almeno tra due “tipologie” di persone rappresentate ai due estremi dalle seguenti categorie:

  • i volontari dei canili
  • gli allevatori di razze specifiche

Ognuna delle due categorie è sempre pronta a sputare sentenze ed infamare l’altra con motivazioni che, a me amante dei cani in ogni loro forma, sembrano prive di senso logico e soprattutto prive di amore.

La motivazione principale che fa scagliare i volontari contro gli allevatori e contro tutte le razze considerate  “create” dall’uomo,  è la seguente:

“Gli allevatori speculano sulla riproduzione di cani creati dall’uomo in laboratorio  per diletto o per lucro”

Mentre la frase ricorrente degli allevatori usata in loro difesa è

“Se non si permettesse ai cani di accoppiarsi casualmente ed  esistessero solo gli allevamenti ufficiali riconosciuti dall’ENCI non esisterebbero randagi e avremmo cani maggiormente controllati e  selezionati rispetto alle loro caratteristiche”

Mi permetto di raccogliere qui una serie di  dati scientifici in base alle differenze individuali delle varie razze canine:

  1. Le diverse razze in ogni specie animale sono dovute ad una “selezione naturale” tesa a migliorare il fisico  per adattarli alle condizioni naturali in cui è inserito
  2. Le differenze individuali sono casuali e provengono dalla diversa espressione del patrimonio genetico
  3. Esistono dei comportamenti specie-specifici ereditari ed esistono nello stesso modo dei comportamenti e delle capacità individuali che vengono tramandate geneticamente dai genitori ai figli

Tutto ciò mi fa riflettere su un fatto fondamentale che non viene molto preso in considerazione forse perché non troppo conosciuto: esistono alcune razze per così dire “create in laboratorio” ma la maggior parte delle razze canine è frutto di  un accoppiamento  selettivo svolto in migliaia  se non centinaia di migliaia di anni!!!

I nostri antenati e gli antenati dei nostri cani vivono insieme dalla preistoria e dalla preistoria l’uomo e il cane condividono  lo stesso ambiente ed in questo cercano di sopravvivere. E’ evidente che l’unione tra uomo e cane inizialmente si è strutturata sul bisogno di ambedue. L’uomo aveva bisogno del cane per la caccia e per la protezione, il cane  aveva bisogno dell’uomo per i medesimi motivi!

I cacciatori che si trovavano nelle foreste pluviali o ai margini del deserto avevano certamente bisogno di cani con caratteristiche diverse dai cacciatori che si trovavano nelle zone polari ed è dunque per questo motivo che le razze canine si sono evolute in maniera diversa, come tra l’altro hanno fatto le razze umane: Gli asiatici sono diversi dagli europei e dagli africani e anche all’interno di una stessa grande categoria troveremo differenze razziali,  tra gli europei per esempio gli italiani sono diversi dai tedeschi o dagli inglesi…. e tra gli stessi italiani troveremo delle differenze sostanziali tra le popolazioni del nord e del sud… A nessuno è mai saltato in mente di dire che “la razza cinese” è stata creata in laboratorio, nè tanto meno che la razza europea non ha diritto di esistere… o meglio a qualcuno è saltato in mente e periodicamente torna ad essere espressa  questa odiosissima idea, ma quando si tratta di uomini siamo tutti concordi nel riconoscerla come “RAZZISMO” quando si tratta di cani invece un po’ meno!

Perché mai gli allevatori e gli amanti di una particolare razza dovrebbero essere considerati soltanto degli snob interessati solo alla bellezza esteriore dei cani e non invece dei difensori delle diverse espressioni genetiche che danno luogo a cani con caratteistiche specifiche?

Relax - Alani sul divanoSe guardiamo all’etologia ci accorgeremo che nelle diverse razze canine vengono espressi comportamenti specifici  diversi da razza a razza dovuti alle caratteristiche fisiche e psicologiche di quella specifica razza.

Anche nel regno vegetale c’è chi difende una speciale varietà di pianta, per esempio le mele cotogne sono diverse dalle renette che a loro volta sono divese dalle mele golden e spesso oggi si sente parlare di “difesa delle diverse varietà” legate al territorio e alla coltura locali… ma i coltivatori di tali varietà godono del rispetto e del sostegno dell’opinione pubblica come difensori delle coltivazioni biologiche e delle varietà a rischio di estinzione!

Perché se lo stesso atteggiamento compare nella difesa e nella preservazione di una razza canina non si dovrebbe rispettare l’allevatore con la stessa motivazione?

Per quanto riguarda l’atteggiamento degli allevatori intransigenti mi limito a dire che ogni cane dovrebbe avere la possibilità di essere accolto e amato dalla famiglia di cui fa parte, sia che si tratti di un meticcio che di un cane di razza.

Se rispetto si deve a chi si impegna per mantenere le caratteristiche di una razza particolare lo stesso rispetto si deve anche a chi difende l’opinione per cui la selezione naturale si avvale di accoppiamenti casuali e dunque i meticci sono legittimamente parte della specie canina!
Vorrei



Oggi voglio presentarvi Duque,  un incrocio di alano come molti suoi compagni di sventura abbandonato in un canile probabilmente per aver raggiunto una mole che non andava più d’accordo con le esigenze e le capacità di gestione della famiglia che lo aveva adottato!

Certo un incrocio di alano raggiunge una dimensione ragguardevole e soprattutto ha esigenze alimentari che a volte spiazzano la famiglia che lo ospita.  Stretti dalle esigenze personali e incapaci di trovare soluzioni adeguate in queste condizioni si ricorre spesso all’abbandono in canile!

Duque è buono, ha il carattere dolce dell’alano, amerebbe le comodità e il divano di casa come tutti i suoi enormi e pigri fratelli, ma è costretto a starsene in una cuccia di lamiera, fredda d’inverno e calda d’estate in attesa di un nuovo padrone che si assuma la responsabilità di sfamarlo e di fargli qualche coccola ogni tanto…  I volontari del canile di Torino che si occupano di lui dicono che “Duque è buonissimo con tutti, è ancora un gran cucciolone avendo soltanto tre anni ed è sano come un pesce. Adora le coccole e con i volontari vuole sempre giocare.
E’ un po’ testone ma, se adottato da una persona che sa gestire i molossoidi,  può diventare un cane perfetto sotto tutti i punti di vista.  Duque è infatti intelligente e molto equilibrato.”

Se qualcuno fosse interessato ad un rapporto di amore e di rispetto con un molossoide che gli insegni cosa vuol dire “parlare con un cane” e non potesse permettersi un alano puro per la spesa che questo comporterebbe, può adottare Duque che è disposto a raggiungere il suo nuovo padrone in tutto il centro nord

Nina 3397755954 – inanidinina@gmail.com squilloni.etichette@tiscalinet.it



Gilda - Alano nero abbandonato!

Gilda - Alano nero abbandonato!

E’ stata battezzata Gilda questa bellissima alanona nera dai volontari del canile dove  abita da qualche giorno. L’età approssimativa di Gilda è di 7 anni, è una bella età per un alano, certamente non è più in grado di fare cucciolate e rendere ad un ipotetico allevamento. A giudicare da questa foto si tratta di un bell’esemplare, ha un pelo lucido una buona muscolatura, un bello stop… Secondo me se non si tratta di una ex campionessa è soltanto perchè i padroni non l’hanno fatta partecipare alle gare!

E’ bellissima! Eppure oggi è sola in un canile!

Non posso proprio credere che una famiglia che ha vissuto con un cane così bello e certamente dolce e affettuoso si sia voluta disfare di lei. Non credo sia possibile che una famiglia  decida coscientemente di abbandonare il proprio alano. Le mie fanno parte della mia famiglia, per me sono figlie, per i miei figli sono sorelle e sono più che certa che il carattere di questi animali porti qualsiasi nucleo familiare ad accoglierli nel modo in cui noi li abbiamo accolti… dunque cosa può essere successo a Gilda?

Vado solo per ipotesi, è ovvio, ma non capisco come e perchè questo bellissimo alano nero non abbia il microchip obbligatorio che consentirebbe di rintracciare il proprietario. E’ ormai risaputo, non sono certo io la prima a dirlo, che i cani di razza, costituendo una fonte di guadagno sono considerati da allevatori senza scrupoli come delle “macchine da cuccioli” e Gilda non è più in grado di “sfornare cuccioli”.  In questa foto messa a disposizione dai volontari del canile non è visivile lo stato delle mammelle posteriori, che sono quelle che subiscono lo stress maggiore dall’allattamento.  Esistono allevatori ed allevatori, certamente, ci sono allevatori coscienziosi che amano i loro cani e cercano di lavorare selezionando la razza per migliorarla. Questi allevatori inseriscono il microchip a tutti i loro cani e seguono la crescita di ognuno anche dopo la vendita. Gli allevatori canaglia invece, quelli di cui vorrei si occupassero un po’ di più le forze dell’ordine e la Guardia di finanza, sono quelli che magari  inseriscono il microchip solamente ad una delle cagne e ne tengono altre con lo stesso nome solo per la riproduzione!



Alano in tuta

Alano in tuta

Nicole ha ancora la polmonite e dunque non può prendere freddo e umidità. Per fortuna il tempo è ancora  clemente in questa stagione e  siccome lei adora stare fuori la mattina abbiamo deciso di farle godere un po’ d’aria fresca!

Ovviamente però deve essere protetta e dunque  eccola qui con la mia tuta da ginnastica. Per infilargliela e sfilargliela ci vuole tutta la famiglia però, non è per niente facile… ma una volta indossata sembra che la tenga volentieri e poi il verde dona alle bionde non trovate?

Alano con la polmonite

Alano con la polmonite




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